Basilicata

La Basilicata vi attira? Se pensate che questa incantevole e poco conosciuta regione possa essere meta del vostro prossimo viaggio allora un consiglio: il film “Basilicata Coast to Coast” di e con Rocco Papaleo vi farà capire della Basilicata più di qualsiasi guida turistica, a cominciare dalla frase iniziale dell’attore-regista:
... Maggiori Dettagli "La Basilicata esiste”. Sì, perché gli italiani tendono a dimenticarsi di questa bellissima terra che è invece amatissima da americani e giapponesi, forse perché, anche loro, ne hanno compreso la bellezza grazie a due pellicole, “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini e “The Passion” di Mel Gibson girato interamente a Matera, una città incredibile che vale da sola il prezzo di un viaggio.

Papaleo si aggira per la verdissima Basilicata e ci racconta una terra ferma a qualche secolo fa che sta però improvvisamente aprendosi al mondo smart, quello dei cosiddetti Vip che incominciano a guardare con attenzione ai luoghi non ancora scempiati dal turismo di massa. Non per nulla il regista Francis Ford Coppola ha aperto a Bernalda, paese dei suoi nonni, Palazzo Margherita, un incantevole albergo-resort dove per il matrimonio della figlia Sofia, anch’essa regista di fama internazionale, sono arrivati più Oscar che per la serata dei premi al teatro cinese di Hollywood.

Ma che cosa attira il “bel mondo” da queste parti? Innanzitutto Matera, la città patrimonio dell’Unesco che nel 2019 sarà capitale europea della cultura. Nella parte vecchia si scende attraverso arcate che sembrano passaggi occulti, in viottoli affiancati da canali d’irrigazione che rifornivano le cisterne a goccia che alimentavano le case. Ora questo sistema di trasporto dell’acqua ha dato vita all’interno del Palazzo Gattini a una Spa realizzata nella roccia, elemento preistorico che fa da impressionante contraltare con le avveniristiche macchine della Technogym con cui i personal trainer seguono i clienti nella loro strada verso la forma fisica. Poco distante da Matera due paesi meritano una digressione: Miglionico e Irsina. Il primo, fortificato prima dai bizantini e poi dai normanni va visitato per vedere il bellissimo portale rinascimentale della chiesa Madre di Santa Maria Maggiore. Il secondo ha al centro una cattedrale costruita nel XIII secolo.

Sempre seguendo Papaleo, un po’ come Dante con Virgilio, possiamo scoprire Maratea. Quando arrivi ti abbraccia il Cristo Redentore, una statua alta più di venti metri sul ciglio della rupe, con le braccia spalancate e il viso rivolto alla terra, per proteggerla. Una perla dove il tempo è scandito tra mare, momenti di relax e shopping nel borgo, con la sua intima piazzetta. Si può dormire alla Locanda delle Donne Monache, un ex monastero trasformato in locanda con piscina o al Grand Hotel immerso nel verde a picco sul mare e che porta i clienti in spiaggia con il calesse.

Poi, alla sera, c’è solo da scegliere tra i molti ristoranti in cui regnano in stagione i tartufi oppure favolosi legumi come i fagioli di Sarconi o i peperoni rossi essiccati di Senise (da mangiare “cruschi”, cioè fritti e croccanti). Questi peperoni si possono anche vedere in paese sotto forma di collane appese ai balconi o lungo i vicoli. Da provare anche la melanzana rossa di Rotonda, dal colore simile a quello del pomodoro e con un profumo che ricorda il fico d’India. In verità è una melanzana piccante, con una punta d’amaro. Da non perdere neppure la lucanica, un insaccato suino insaporito con semi di finocchietto selvatico e peperoncino. Magari accompagnata dal rafano, che qui viene grattugiato sulla pasta fatta in casa o impiegato come ingrediente della “rafanata”, un soufflé di patate o spalmato sul famoso pane di Matera, fatto con sola semola e ad alta digeribilità. Nella sua versione originale questo pane viene cotto in forno di pietra con legna di quercia e realizzato con forme che arrivano anche a 5 chili l’una. Il tutto innaffiato dal re dei vini lucani, l’Aglianico del Vulture che nasce favorito dall’elevata altitudine di coltivazione che crea un’escursione termica giorno-notte ed estate-inverno che ne favorisce la maturazione.

Sempre d’estate la Basilicata offre molti remake storici: a Lagopesole, in una fortezza fatta edificare da Federico II le serate presentano performance medioevali e un ampio cartello di eventi culturali. Analogo spettacolo nei fine settimana si svolge a Campomaggiore Vecchio: “La città dell’Utopia” è un evento in cui splendidi costumi d’epoca medioevale, danze aeree e recitazione si mischiano emozionando chi vi assiste. Stesso pathos a Tursi, davanti alla spettacolare Rabatana, fondata dai Saraceni nel X secolo, un groviglio di casupole, cunicoli, archi, vicoli scoscesi e gradinate tortuose che conducono a profondi precipizi costellati di grotte scavate nell’argilla.

Chi invece alla parola cultura sbuffa annoiato può allora provare l’ebrezza del “Volo dell’Angelo”, un tuffo tra cielo e terra a 120 chilometri di velocità che ora si può fare anche in coppia, appesi a un cavo d’acciaio lungo un chilometro e mezzo che congiunge i paesi di Castelmezzano e Pietrapertosa, un “paese-presepe” che nasconde al suo interno l’Arabata, una piccola casbah saracena ai piedi di una fortezza normanna. Adrenalina garantita anche per chi nel massiccio del Pollino con le sue spettacolari forre calcaree e gole si dedica al canyoning.

Al contrario, i più pigri possono visitare Potenza, piena sì di scale e discese (famosa quella centrale di piazza 18 Agosto) ma ora trasformate nelle scale mobili più lunghe d’Europa (oltre un chilometro), impensabili in quello che fu il cuore della Magna Grecia che ancora adesso sembra rivivere a una trentina di chilometri da Eboli, il paese protagonista del romanzo di Carlo Levi e del film di Francesco Rosi. A una trentina di chilometri c’è Craco, spettacolare borgo fantasma abbandonato nel 1969 in seguito a una frana. Un vero groviglio di cunicoli, scalinate e case che si attorcigliano intorno a una possente torre.

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